Deepfake e truffe con l’IA possono rendere molto credibili fotografie, voci e video che non rappresentano la realtà. Gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale permettono infatti di creare o modificare questi contenuti anche senza disporre di competenze professionali.
Questo non significa che tutto ciò che vediamo online sia falso e nemmeno che dobbiamo diventare esperti di intelligenza artificiale. Significa, però, che una foto, una voce o un video non possono più essere considerati automaticamente una prova dell’identità di una persona o della veridicità di ciò che sta dicendo.
Il rischio diventa particolarmente concreto quando quel contenuto viene usato per convincerci a investire denaro, effettuare un pagamento, comunicare dati personali, fornire un codice di sicurezza, installare un programma oppure prendere una decisione urgente.
In questa guida vedremo che cosa sono i deepfake, come vengono utilizzati nelle truffe con l’IA e quali controlli possiamo effettuare prima di fidarci. L’obiettivo non è imparare a riconoscere perfettamente ogni contenuto falso, ma adottare un metodo semplice che ci permetta di verificare una richiesta prima di agire.
Il punto più importante è semplice: non dobbiamo affidarci soltanto a ciò che vediamo o sentiamo. Prima di pagare, condividere dati o seguire una richiesta insolita, dobbiamo verificare l’identità della persona, la fonte del contenuto e il contesto attraverso un canale indipendente.
Perché una foto o un video non bastano più come prova
Nel luglio 2026, l’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS) ha dedicato diversi approfondimenti all’uso dell’intelligenza artificiale nelle truffe online. Le segnalazioni riguardano immagini generate artificialmente, testi e siti apparentemente professionali, false interviste, sostituzioni del volto e video manipolati utilizzati per promuovere investimenti fraudolenti, esercitare pressioni o ricattare le vittime.
Il problema non riguarda soltanto la qualità tecnica dell’immagine. Un contenuto può sembrare autentico perché utilizza il volto di una persona conosciuta, imita una voce familiare, riproduce il logo di un’azienda reale oppure viene inserito in una pagina costruita per assomigliare a un sito affidabile.
Quando tutti questi elementi vengono combinati, il nostro primo impulso può essere quello di credere a ciò che vediamo. I truffatori sfruttano proprio questa reazione, aggiungendo spesso una promessa allettante, una situazione di emergenza o una richiesta che deve essere eseguita immediatamente.
Che cosa può essere creato o manipolato con l’IA
L’intelligenza artificiale può intervenire su diversi tipi di contenuto. Alcuni vengono generati completamente da zero, mentre altri partono da una fotografia, una registrazione o un video reale e ne modificano soltanto alcune parti.
- fotografie di persone che non esistono oppure immagini reali modificate per mostrare situazioni mai avvenute;
- video nei quali il volto di una persona viene sostituito con quello di un’altra;
- movimenti delle labbra modificati per far sembrare che qualcuno pronunci parole mai dette;
- registrazioni vocali create per imitare un familiare, un collega, un responsabile o un personaggio conosciuto;
- false interviste utilizzate per attribuire a una persona dichiarazioni o raccomandazioni inventate;
- testi, messaggi, e-mail e siti Internet costruiti con un linguaggio corretto e un aspetto professionale.
Non tutti questi contenuti sono tecnicamente dei deepfake, ma possono essere utilizzati insieme nella stessa truffa. Una voce imitata può accompagnare un messaggio credibile, una falsa fotografia può confermare una storia inventata e un video manipolato può indirizzare la vittima verso un sito fraudolento.
Il truffatore non ha bisogno di creare un falso perfetto. Gli basta renderlo abbastanza convincente da impedirci di riflettere e da spingerci ad agire. Per questo, spesso, il segnale più importante non è un piccolo difetto nell’immagine, ma la richiesta che la accompagna: urgenza, segretezza, denaro, codici personali, installazione di programmi o pressione a non contattare altre persone.

Deepfake e truffe con l’IA: i casi più comuni
L’intelligenza artificiale non ha inventato nuove forme di criminalità completamente diverse da quelle che conoscevamo. Più spesso viene utilizzata per rendere più credibili truffe già esistenti, creando fotografie, voci, video, messaggi e siti Internet che sembrano confermare una storia falsa.
Le tecniche descritte in questa guida si aggiungono quindi alle classiche truffe online in Ticino, come i falsi messaggi bancari, le e-mail che imitano aziende conosciute, le telefonate di presunti tecnici e le richieste di pagamento ricevute tramite SMS o WhatsApp.
False interviste e investimenti che sembrano sicuri
Uno degli esempi più conosciuti è quello delle false interviste a personaggi famosi. Un video manipolato può mostrare una persona conosciuta mentre sembra consigliare una piattaforma d’investimento, raccontare di aver guadagnato molto denaro oppure presentare un presunto sistema accessibile a tutti.
In Svizzera sono circolate anche false interviste attribuite a consiglieri federali e ad altri personaggi conosciuti. Il volto, la voce e l’aspetto professionale del filmato servono a trasferire la credibilità della persona reale verso un’offerta che, in realtà, non ha nulla a che vedere con lei.
Dopo aver attirato l’attenzione, il contenuto conduce normalmente a un sito che invita a lasciare nome e numero di telefono, versare una prima somma oppure attendere la chiamata di un presunto consulente. Il fatto che nel video compaia una persona famosa non dimostra che l’investimento sia autentico, autorizzato o sicuro.
Voci imitate e richieste urgenti di pagamento
L’intelligenza artificiale può essere utilizzata anche per imitare la voce di una persona reale. Una telefonata o un messaggio vocale possono quindi sembrare pronunciati da un responsabile, un collega o un partner commerciale, anche quando quella persona non ha mai registrato quelle parole.
Questa tecnica è particolarmente pericolosa nella cosiddetta truffa del CEO, nella quale un collaboratore riceve una richiesta urgente e riservata che sembra provenire dalla direzione dell’azienda.
Il messaggio può chiedere un bonifico, l’acquisto di carte regalo, la comunicazione del saldo disponibile oppure il cambiamento dell’IBAN di un fornitore. La voce riconoscibile e il tono autorevole servono a far sembrare la richiesta normale e a impedire che il destinatario si fermi per verificarla.
Il segnale più importante non è quindi soltanto la qualità della voce. Bisogna prestare attenzione soprattutto alle richieste insolite, alla pressione, alla segretezza e all’invito a saltare le normali procedure di controllo.
Profili falsi e truffe sentimentali
Nelle truffe sentimentali, i criminali costruiscono un rapporto di fiducia attraverso social network, applicazioni di messaggistica o siti di incontri. Per settimane o mesi possono inviare fotografie, raccontare la propria giornata e condividere dettagli personali completamente inventati.
Le immagini generate con l’intelligenza artificiale permettono oggi di creare un’identità che non appartiene a nessuna persona reale e di rappresentarla in situazioni diverse. Una fotografia può mostrare il presunto partner durante un viaggio, nella propria abitazione oppure in un letto d’ospedale per rendere credibile una falsa emergenza medica.
Dopo aver creato un legame emotivo, iniziano normalmente le richieste di denaro: cure urgenti, debiti, problemi familiari, viaggi, documenti bloccati oppure spese necessarie per potersi finalmente incontrare. Le fotografie non dimostrano che la persona esista davvero né che la situazione rappresentata sia avvenuta.
Quando una persona conosciuta soltanto online chiede ripetutamente denaro, beni, codici o informazioni finanziarie, bisogna interrompere il contatto e parlarne con qualcuno di fiducia. La vergogna e la paura di essere giudicati possono isolare la vittima e permettere alla truffa di continuare.
Immagini compromettenti, ricatti e falsa sextortion
Un altro utilizzo particolarmente grave riguarda la creazione di immagini o video compromettenti. Attraverso il Face Swapping o il Body Swapping, il volto o il corpo di una persona possono essere inseriti in una scena alla quale quella persona non ha mai partecipato.
Il contenuto falsificato può essere accompagnato dalla minaccia di inviarlo a familiari, colleghi o contatti presenti sui social network. Il truffatore chiede denaro in cambio della promessa di non pubblicarlo, cercando di provocare paura, vergogna e una reazione immediata.
In molte e-mail di falsa sextortion, i criminali non possiedono realmente fotografie o video della vittima e inviano lo stesso messaggio a migliaia di persone. L’intelligenza artificiale può però essere utilizzata per produrre materiale falsificato e aumentare la pressione, soprattutto quando online sono disponibili fotografie pubbliche della persona.
Pagare non garantisce che il materiale venga cancellato e può provocare nuove richieste. È importante non reagire sotto pressione, conservare i messaggi ricevuti e chiedere aiuto senza vergognarsi: la responsabilità è sempre di chi crea e utilizza il falso, non della persona rappresentata.
Il vero segnale d’allarme
Un falso non deve essere perfetto per funzionare. Diventa pericoloso quando è accompagnato da una richiesta urgente, segreta o insolita: inviare denaro, comunicare codici, installare un programma, cambiare un IBAN oppure agire senza consultare nessuno.

Come verificare una foto, un video o una voce prima di fidarsi
Non esiste un dettaglio visivo o sonoro che permetta a una persona comune di riconoscere con certezza ogni contenuto creato o manipolato con l’intelligenza artificiale. Alcuni falsi presentano ancora difetti evidenti, mentre altri possono risultare credibili anche dopo un’osservazione attenta.
La protezione più efficace non consiste quindi nel cercare soltanto un volto deformato, una voce metallica o un movimento innaturale. Bisogna controllare soprattutto chi ha inviato il contenuto, quale richiesta lo accompagna e se possiamo confermarla attraverso una fonte indipendente.
Il metodo da seguire è semplice: fermarsi, uscire dal percorso indicato nel messaggio e verificare separatamente. Una breve telefonata, l’accesso diretto al sito ufficiale o il confronto con una persona di fiducia possono evitare conseguenze molto più difficili da risolvere.
Fermati quando compaiono urgenza, paura o segretezza
Una delle tecniche più efficaci utilizzate nelle truffe è la pressione psicologica. Il messaggio può comunicare che un pagamento deve essere eseguito immediatamente, che un familiare è in difficoltà, che un investimento è disponibile soltanto per poche ore oppure che il conto verrà bloccato se non interveniamo.
In altri casi viene chiesto di mantenere tutto segreto, di non avvisare colleghi o familiari e di non seguire le normali procedure. Queste condizioni riducono il tempo disponibile per riflettere e impediscono alla vittima di confrontarsi con qualcuno che potrebbe riconoscere l’inganno.
Quando una richiesta combina urgenza, denaro e segretezza, la decisione corretta è interrompere momentaneamente l’operazione. Un pagamento autentico, un familiare reale o un’azienda seria possono attendere il tempo necessario per una verifica.
Controlla la fonte senza usare il collegamento ricevuto
Un messaggio può contenere il nome corretto di un’azienda, il suo logo, fotografie professionali e un indirizzo Internet apparentemente plausibile. Nessuno di questi elementi dimostra però che il mittente sia davvero l’organizzazione rappresentata.
Non bisogna verificare l’autenticità cliccando sullo stesso collegamento presente nel messaggio. Il sito aperto potrebbe essere una copia costruita appositamente per confermare la storia falsa e raccogliere password, dati personali o informazioni della carta di credito.
È preferibile aprire una nuova finestra del browser, digitare personalmente l’indirizzo ufficiale già conosciuto oppure utilizzare l’applicazione autentica dell’azienda. Da lì possiamo controllare notifiche, movimenti, ordini e comunicazioni senza passare dal percorso indicato dal possibile truffatore.
Lo stesso principio vale per i numeri di telefono. Non bisogna richiamare automaticamente il numero mostrato nel messaggio o nella chiamata ricevuta, perché anche il numero visualizzato può essere falsificato. È più sicuro utilizzare un recapito già salvato, riportato su un documento affidabile oppure trovato sul sito ufficiale.
Verifica la persona attraverso un secondo canale
Quando un familiare, un collega, un responsabile o un conoscente sembra chiedere denaro, informazioni riservate o un’azione insolita, bisogna contattarlo separatamente. Non è sufficiente rispondere allo stesso messaggio, continuare la stessa telefonata o utilizzare un recapito fornito durante la conversazione sospetta.
L’Ufficio federale della cibersicurezza raccomanda di verificare le richieste di denaro attraverso un canale di comunicazione alternativo, utilizzando un contatto già conosciuto e indipendente dal messaggio ricevuto.
Possiamo quindi telefonare al numero che utilizziamo abitualmente, parlare personalmente con la persona oppure contattare un altro familiare o collega. Nel caso di un’azienda, una richiesta insolita deve essere confermata seguendo le procedure interne già previste, anche quando sembra provenire dalla direzione.
La verifica deve riguardare la richiesta precisa. Non basta chiedere genericamente se va tutto bene: bisogna domandare chiaramente se la persona ha richiesto quel pagamento, indicato quel conto, inviato quel documento oppure autorizzato quella modifica.
Cerca conferme ufficiali prima di investire
Un video con una persona conosciuta, una falsa intervista o un sito dall’aspetto professionale non dimostrano che una piattaforma d’investimento sia autorizzata. Prima di versare denaro bisogna identificare con precisione la società, controllarne i recapiti e verificare se è realmente autorizzata a offrire servizi finanziari in Svizzera.
La ricerca deve essere eseguita autonomamente, senza utilizzare i collegamenti presenti nell’annuncio. I truffatori possono creare copie di siti autentici, utilizzare nomi molto simili a quelli di società esistenti oppure dichiarare autorizzazioni che non possiedono.
La FINMA mette a disposizione una lista di allerta che raccoglie informazioni su imprese e siti nei confronti dei quali esistono indizi di un’attività finanziaria non autorizzata. La presenza di un nome nella lista è un segnale importante, ma la sua assenza non garantisce automaticamente che l’offerta sia sicura.
Bisogna inoltre diffidare dai rendimenti garantiti, dalle opportunità presentate come prive di rischio e dai consulenti che telefonano insistentemente dopo aver ricevuto i nostri dati. Un investimento serio deve poter essere compreso e valutato con calma, senza pressioni e senza bonifici immediati.
Osserva i possibili difetti, ma non considerarli una prova definitiva
Guardare attentamente una fotografia o un video può ancora essere utile. Alcuni contenuti manipolati presentano incongruenze visive o sonore, soprattutto quando sono stati creati rapidamente oppure compressi e condivisi più volte.
- movimenti delle labbra che non seguono perfettamente le parole pronunciate;
- contorni instabili attorno al viso, ai capelli, agli occhiali o alle orecchie;
- luce, ombre e riflessi che cambiano in modo poco naturale;
- espressioni del volto rigide o movimenti che sembrano ripetersi;
- voce con ritmo insolito, pause innaturali o intonazione poco coerente con la situazione;
- mani, oggetti, scritte o dettagli dello sfondo deformati o difficili da interpretare;
- differenze improvvise nella qualità dell’immagine, soprattutto attorno al volto o alla bocca.
Questi segnali possono suggerire una manipolazione, ma non devono essere usati come unico criterio. Un video autentico può apparire difettoso a causa della scarsa qualità, mentre un falso ben realizzato può non mostrare anomalie facilmente riconoscibili.
La domanda decisiva non deve quindi essere soltanto “questo video sembra vero?”, ma “posso confermare attraverso una fonte indipendente chi lo ha creato, dove è stato pubblicato e che cosa mi viene chiesto di fare?”.
Prima di agire, fai questi cinque controlli
- La richiesta è urgente, segreta o insolita?
- Sto usando un collegamento o un numero fornito dal mittente?
- Posso contattare la persona attraverso un recapito già conosciuto?
- Esiste una conferma sul sito o nell’applicazione ufficiale?
- Mi viene chiesto denaro, un codice, una password o l’installazione di un programma?

Cosa fare se hai già cliccato, pagato o condiviso dei dati
Accorgersi di essere caduti in una truffa può provocare paura, vergogna e confusione. La prima cosa da ricordare è che i criminali costruiscono questi inganni proprio per mettere sotto pressione anche persone attente e prudenti. Nascondere l’accaduto o aspettare nella speranza che non succeda nulla può però aumentare i danni.
È importante intervenire rapidamente, ma senza agire in modo disordinato. Le misure necessarie dipendono da ciò che è successo: aver aperto un messaggio non è la stessa cosa che aver comunicato una password, autorizzato un pagamento o installato un programma di accesso remoto.
Prima di tutto, interrompi ogni contatto con il presunto consulente, familiare, responsabile o tecnico. Non inviare altro denaro, non comunicare nuovi codici e non accettare l’offerta di qualcuno che promette di recuperare immediatamente quanto perso in cambio di un ulteriore pagamento.
Se hai inserito una password in un sito sospetto
Cambia immediatamente la password dell’account interessato. La nuova password deve essere diversa da quella precedente e non deve essere già utilizzata su altri servizi.
Se la stessa password era stata utilizzata anche altrove, deve essere sostituita su tutti quegli account. I criminali possono provare automaticamente le credenziali rubate su posta elettronica, social network, negozi online, servizi cloud e altre piattaforme.
La priorità va data all’account di posta elettronica. Chi riesce ad accedere alla tua e-mail può leggere informazioni personali, intercettare comunicazioni e richiedere il ripristino delle password di molti altri servizi collegati.
Controlla inoltre i dispositivi e le sessioni connesse all’account, scollega quelle che non riconosci e attiva l’autenticazione a due fattori, quando disponibile. In questo modo, la password da sola non dovrebbe essere sufficiente per completare un nuovo accesso.
Se hai comunicato i dati della carta o dell’e-banking
Contatta immediatamente la banca, PostFinance o l’istituto che ha emesso la carta, utilizzando esclusivamente il numero ufficiale. Spiega con precisione quali dati hai comunicato, quali operazioni hai confermato e a che ora è avvenuto il contatto.
Chiedi di bloccare la carta, l’accesso all’e-banking o il conto TWINT interessato e verifica con l’istituto finanziario se sono già presenti movimenti sospetti. Anche un pagamento apparentemente piccolo può essere stato utilizzato per verificare che la carta fosse attiva.
Se hai ricevuto un codice tramite SMS o una richiesta di conferma nell’app bancaria, comunica anche questo dettaglio. Un truffatore può sostenere che il codice serva ad annullare un pagamento, mentre in realtà viene utilizzato per autorizzarlo.
Non tentare di risolvere la situazione richiamando il presunto consulente che ti ha contattato. La banca deve essere raggiunta separatamente, attraverso il numero presente sulla carta, nell’applicazione ufficiale o sul suo sito autentico.
Se hai effettuato un bonifico o inviato del denaro
Avvisa immediatamente il tuo istituto finanziario e chiedi se il pagamento può ancora essere fermato, richiamato o segnalato alla banca destinataria. Non esiste la garanzia di recuperare il denaro, ma intervenire rapidamente può aumentare le possibilità di bloccare un’operazione non ancora completata.
Conserva l’IBAN, il nome del beneficiario, le ricevute, gli indirizzi di eventuali portafogli di criptovalute e tutti i riferimenti utilizzati nel pagamento. Queste informazioni possono essere necessarie alla banca e alla polizia.
Dopo una prima perdita potresti essere ricontattato da persone che affermano di poter recuperare il denaro, sbloccare un investimento o ottenere un rimborso. Spesso si tratta di una seconda truffa rivolta proprio a chi è già stato ingannato.
Non versare altre somme per tasse anticipate, costi amministrativi, sblocco di fondi, commissioni legali o presunte verifiche d’identità. Prima di affidarti a qualcuno, verifica autonomamente chi è e se è autorizzato a offrire quel servizio.
Se hai installato un programma o concesso l’accesso remoto
La situazione richiede particolare attenzione se un presunto tecnico, impiegato di banca o consulente ti ha fatto installare un programma come strumento di assistenza remota oppure ha controllato direttamente il computer.
Interrompi il collegamento e non continuare a utilizzare il dispositivo per operazioni delicate. Se il programma è ancora attivo, il truffatore potrebbe vedere lo schermo, controllare il computer, copiare dati oppure tentare nuove operazioni.
Il programma di accesso remoto deve essere rimosso e il computer deve essere controllato per verificare la presenza di altri programmi indesiderati o dannosi. La semplice chiusura della finestra non dimostra che ogni accesso sia stato eliminato.
Le password utilizzate sul dispositivo devono essere cambiate dopo aver messo in sicurezza il computer. Per prudenza, se sospetti che il sistema sia ancora compromesso, effettua le prime modifiche più urgenti da un altro dispositivo affidabile.
Se non sai che cosa è stato installato o quali operazioni sono state eseguite, evita tentativi casuali e richiedi un controllo tecnico. ByeByte offre assistenza e verifiche di sicurezza per computer e notebook, spiegando poi con chiarezza quali interventi sono stati necessari.
Se ricevi minacce o materiale compromettente
Non pagare il riscatto e non inviare altre fotografie, documenti o informazioni personali. Il pagamento non garantisce la cancellazione del materiale e può dimostrare al ricattatore che sei disposto a cedere alle sue richieste.
Non cancellare subito la conversazione. Prima conserva gli elementi utili: messaggi, nomi degli account, indirizzi e-mail, numeri telefonici, richieste di pagamento, collegamenti, date e orari.
Segnala il profilo alla piattaforma sulla quale è avvenuto il contatto e chiedine il blocco. Evita però di affrontare pubblicamente il ricattatore o di pubblicare a tua volta il materiale ricevuto.
Parlane con una persona di fiducia e rivolgiti alla polizia. Affrontare la situazione da soli aumenta la pressione emotiva e può rendere più difficile prendere decisioni lucide.
Conserva le prove prima di cancellare tutto
Messaggi e contenuti sospetti possono essere importanti per ricostruire l’accaduto. Prima di bloccare il contatto o cancellare una conversazione, conserva ciò che può essere utile alla banca, alla piattaforma, all’UFCS o alla polizia.
- schermate complete dei messaggi e delle conversazioni;
- indirizzi e-mail, numeri telefonici e nomi dei profili utilizzati;
- collegamenti ai siti, agli annunci e alle pagine coinvolte;
- fotografie, video, registrazioni vocali e documenti ricevuti;
- coordinate bancarie, indirizzi di criptovalute e ricevute dei pagamenti;
- data e ora delle telefonate, dei messaggi e delle operazioni;
- nome dei programmi installati o utilizzati per l’accesso remoto;
- comunicazioni ricevute dalla banca, dalla carta di credito o dalla piattaforma.
Le schermate dovrebbero mostrare, quando possibile, anche il mittente, la data e l’indirizzo della pagina. Non modificare i file originali e non inoltrare pubblicamente materiale sensibile o compromettente.
Segnala il tentativo e denuncia il danno
I tentativi di phishing, i siti fraudolenti e altri incidenti informatici possono essere segnalati attraverso il portale dell’Ufficio federale della cibersicurezza. Le segnalazioni aiutano a individuare nuove campagne e a far bloccare più rapidamente i siti pericolosi.
È inoltre possibile segnalare nuovi fenomeni e modalità di truffa a Cybercrimepolice.ch. La segnalazione informativa non sostituisce però una denuncia penale.
Se hai subito un danno finanziario, un furto di account, un ricatto o un’altra conseguenza concreta, contatta la polizia cantonale. Porta con te le prove conservate e, quando possibile, fissa prima un appuntamento con il posto di polizia competente.
In una situazione di emergenza o di pericolo immediato, il numero da contattare in Svizzera è il 117. Per una normale segnalazione online, invece, non bisogna utilizzare il numero di emergenza.
Hai già reagito alla truffa? Segui questo ordine
- Interrompi immediatamente il contatto.
- Chiama la banca se sono coinvolti denaro, carte o accessi finanziari.
- Cambia le password compromesse e proteggi prima la posta elettronica.
- Fai controllare il dispositivo se hai installato programmi o concesso accesso remoto.
- Conserva messaggi, ricevute e altri elementi utili.
- Segnala l’accaduto e, se hai subito un danno, rivolgiti alla polizia.

Come ridurre il rischio prima di ricevere una richiesta falsa
Non possiamo impedire che qualcuno utilizzi una fotografia pubblica, imiti una voce o costruisca un messaggio credibile. Possiamo però prepararci in modo che una richiesta insolita non sia sufficiente per convincerci a pagare, condividere dati o concedere l’accesso a un dispositivo.
Per ridurre il rischio legato a deepfake e truffe con l’IA non servono strumenti complicati. Bisogna soprattutto proteggere bene gli account principali, mantenere aggiornati i dati di recupero e stabilire in anticipo come verificare le comunicazioni importanti.
Proteggi prima di tutto la posta elettronica e gli account principali
L’account di posta elettronica è uno degli accessi più importanti da proteggere. Viene spesso utilizzato per recuperare le password di altri servizi, ricevere codici di sicurezza, confermare acquisti e gestire comunicazioni personali o professionali.
Ogni account importante dovrebbe avere una password diversa. Riutilizzare la stessa password significa che il furto delle credenziali di un solo servizio può mettere in pericolo anche la posta elettronica, i social network, gli acquisti online e altri account collegati.
Quando disponibile, è consigliabile attivare l’autenticazione a due fattori. Bisogna inoltre controllare che il numero di telefono e l’indirizzo e-mail di recupero siano ancora validi e che gli eventuali codici di emergenza siano conservati in un luogo sicuro.
Per evitare di scoprire troppo tardi che un numero di telefono è vecchio o che non ricordiamo più le credenziali corrette, è utile controllare periodicamente password, sistemi di recupero e account più importanti.
Concorda un metodo di verifica con familiari e persone fidate
In una famiglia può essere utile stabilire in anticipo una semplice regola: una richiesta urgente di denaro ricevuta per telefono o tramite messaggio deve essere sempre confermata attraverso un secondo contatto.
Si può concordare anche una domanda personale o una parola di controllo conosciuta soltanto dalle persone coinvolte. Non deve essere un’informazione facilmente recuperabile sui social network, come una data di nascita, il nome di un animale o una località pubblicamente associata alla famiglia.
Questa precauzione non sostituisce la telefonata a un numero conosciuto, ma può aiutare quando qualcuno utilizza una voce imitata per raccontare un incidente, un arresto, una malattia o un’altra emergenza costruita per provocare paura.
Nelle aziende non saltare mai le normali procedure
Anche una piccola attività dovrebbe stabilire con chiarezza chi può autorizzare pagamenti, modificare l’IBAN di un fornitore, comunicare informazioni finanziarie o installare programmi sui computer.
Una voce riconoscibile, una videochiamata o un messaggio apparentemente inviato dalla direzione non devono essere sufficienti per ignorare queste regole. Una richiesta insolita deve essere confermata attraverso un recapito già conosciuto e, quando possibile, da una seconda persona.
Le procedure possono sembrare una perdita di tempo quando tutto è autentico, ma diventano una protezione essenziale quando un truffatore cerca di sfruttare urgenza, autorità e riservatezza.
Limita le informazioni personali pubblicate online
Fotografie, registrazioni vocali e informazioni pubblicate sui social network possono aiutare un criminale a rendere più credibile una storia. Nomi dei familiari, luogo di lavoro, vacanze, abitudini, incarichi e rapporti professionali permettono di personalizzare il messaggio e scegliere il momento più adatto per inviarlo.
Non è necessario cancellare ogni profilo o smettere di condividere contenuti. È però importante controllare chi può vedere le pubblicazioni, evitare di rendere pubblici dettagli inutilmente precisi e non mostrare documenti, biglietti, badge, indirizzi o informazioni finanziarie.
Bisogna prestare attenzione anche alle fotografie degli altri. Pubblicare senza necessità immagini nitide di familiari, collaboratori o clienti può esporre informazioni che quelle persone non avevano scelto di condividere.
Parlane prima che capiti un problema
Le truffe funzionano meglio quando la vittima si sente sola, impreparata o teme di essere giudicata. Parlare in anticipo di questi rischi con familiari, colleghi e persone anziane rende più facile chiedere aiuto quando arriva un messaggio sospetto.
La regola dovrebbe essere semplice: davanti a una richiesta insolita non bisogna vergognarsi di fermarsi e chiedere un controllo. Due minuti impiegati per verificare sono preferibili a settimane di problemi causati da una decisione presa sotto pressione.
Una regola da condividere anche in famiglia
Se una telefonata, una voce, una fotografia o un video chiedono denaro, codici o un’azione urgente, interrompi il contatto e richiama la persona utilizzando un numero che conosci già. Chiedere una conferma non significa non fidarsi: significa proteggere entrambe le persone.
La regola più importante: verifica la richiesta, non soltanto il contenuto
Deepfake e truffe con l’IA rendono meno affidabile una convinzione alla quale siamo abituati: “se l’ho visto o sentito, allora è successo davvero”. Una fotografia, una registrazione o un video possono ancora essere autentici, ma non devono più essere considerati da soli una prova sufficiente.
Cercare difetti nell’immagine può essere utile, ma non è il controllo principale. La verifica più importante riguarda il contesto: chi ha pubblicato il contenuto, attraverso quale canale è arrivato, quale richiesta lo accompagna e dove possiamo trovare una conferma indipendente.
Una richiesta autentica dovrebbe poter essere controllata senza utilizzare il collegamento, il numero o le istruzioni fornite dal mittente. Una banca può essere richiamata attraverso il numero ufficiale, un familiare attraverso il contatto abituale e un’azienda tramite i recapiti pubblicati sul proprio sito.
Quando vengono richiesti denaro, password, codici di sicurezza, documenti o accessi al computer, fermarsi non è una reazione eccessiva. È il comportamento più prudente, anche se il volto sembra conosciuto, la voce appare corretta e il messaggio è scritto senza errori.
Non dobbiamo diventare investigatori digitali né riconoscere perfettamente ogni deepfake. Dobbiamo imparare a non prendere decisioni importanti basandoci soltanto su ciò che vediamo o sentiamo e a chiedere una conferma prima che sia troppo tardi.
Conclusione
Deepfake e truffe con l’IA possono rendere più convincenti fotografie, video, voci, messaggi e siti utilizzati per ingannare. Questo non significa che dobbiamo diffidare di tutto, ma che dobbiamo cambiare il modo in cui valutiamo una richiesta importante.
Davanti a un contenuto insolito, la domanda non deve essere soltanto “sembra vero?”. Dobbiamo chiederci se possiamo confermare l’identità della persona, la fonte del messaggio e l’azione richiesta attraverso un canale indipendente.
Fermarsi, verificare e chiedere aiuto sono tre gesti semplici. Possono evitare pagamenti fraudolenti, furti di account, perdita di dati e situazioni emotivamente molto difficili.
Hai ricevuto un messaggio, una telefonata o una richiesta che non ti convince?
Non agire sotto pressione. ByeByte può aiutarti a controllare il messaggio, verificare il computer e capire quali misure adottare, con spiegazioni semplici e concrete.
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